La formula vincente della Consulta giovanile di Bonorva
Tutto è partito da un’idea della prima presidente dell’associazione,Valeria Morittu: ha iniziato a contattare ragazzi di diverse fasce di età, i quali a loro volta con passa parola hanno incluso nel progetto altri giovani. Tramite questa catena, abbiamo iniziato a riunirci e parlare di questa associazione: ci siamo incontrati parecchie volte per comprendere al meglio quale potesse essere il nostro ruolo nel paese, i nostri obiettivi e le nostre finalità. Prima di giungere all’ufficialità, abbiamo cercato di dare solide radici alla Consulta, in maniera tale che la sua identità fosse ben chiara a noi componenti, ai nostri compaesani e a chiunque avesse collaborato con noi: Bonorva è ben nota per la sua florida attività associativa, dunque abbiamo pensato di scegliere una linea che fosse ben distinta e diversa da quelle attive, per non sovrapporci ad attività già esistenti.
Perché avete sentito la necessità di dar vita alla Consulta Giovanile?Si è creato in maniera spontanea un gruppo unito dalla volontà di fare qualcosa di concreto, diverso e innovativo per il nostro paese, che potesse coinvolgere per primi i giovani, oltre che le altre fasce di età. Soprattutto siamo stati spinti dalla necessità di dare nuova vita a livello culturale al paese, con un’energia che partisse in questo caso dai giovani: spesso siamo stati semplicemente degli spettatori in questo tipo di iniziative, organizzate da fasce di età superiori alla nostra. Dunque abbiamo pensato che fosse giunto il nostro momento, dando il nostro apporto con freschezza e dinamicità. Ovviamente fin da subito siamo stati concordi nel portare avanti attività culturali e di valorizzazione del territorio che potessero interessare prima di tutto noi stessi e che potessero soprattutto divertirci.
Come si è evoluta nel tempo e quale ruolo ricopre oggi all’interno della comunità? La Consulta nel tempo è diventata più numerosa e solida, ma soprattutto è maturata. Molte delle idee che agli inizi ci sembravano lontane e in parte irrealizzabili, col tempo e col nostro lavoro di gruppo, sono diventate realtà per noi e per il nostro paese. Abbiamo sempre seguito i nostri obbiettivi e le nostre linea guida, e questa coerenza nella nostra identità ha sempre portato buoni frutti. Oggi la Consulta all’interno di Bonorva è una realtà ben nota e apprezzata, che spesso è stata chiamata a collaborare con le altre associazioni esistenti. In diverse occasioni è stata un punto di riferimento anche per il Consiglio comunale nella realizzazione di diverse iniziative. Se dovessi inquadrare in un unico ruolo la Consulta – che per me è infinite cose – probabilmente direi che è un amplificatore: raccoglie le impressioni, le necessità, i desideri della nostra comunità per poi enfatizzarli e concretizzarli.
Perché è importate dal tuo punto di vista mandare avanti progetti simili? Viviamo in piccoli centri che lentamente stanno morendo: sono fermamente convinta del fatto che noi giovani per primi dobbiamo combattere per mantenerli in vita e cercare di tramandare ai ragazzi che verranno tutto ciò che di bello abbiamo potuto vivere noi nei nostri paesi. Cosa ci può essere di meglio del cercare di mantenere viva la propria comunità, svolgendo attività che piacciono e fanno divertire noi per primi? Al di là del punto di vista ludico, credo sia essenziale sfruttare l’energia giovanile per dare nuova linfa a radici spesso secche.
Data la tua esperienza personale, pensi che in Sardegna, un domani, le consulte possano riuscire ad avere uno spazio e una considerazione maggiore dando la possibilità ai giovani di potersi esprimere meglio?Le consulte ormai sono particolarmente diffuse: è dunque inevitabile che questo accada. Tra le consulte sarde attive c’è già l’interesse di unirsi per formare una Consulta giovanile sarda, la quale possa rappresentare tutti i paesi e che possa ottenere i dovuti riconoscimenti per questa particolare tipologia di associazione. La Consulta di Bonorva si è interessata a ciò fin dalla sua nascita e anche attualmente sta lavorando in sinergia con le altre consulte per ottenere questo risultato: la speranza è che il lavoro attuale possa portare in futuro a ottenere anche dei finanziamenti appositi per le attività associative giovanili, che potrebbero permettere ai ragazzi di realizzare progetti ben più grandi e importanti per le loro comunità.
Autore: Simone Giuliani

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