Il 14 giugno è una data importante soprattuto per coloro che incalzano i valori tipici di una sinistra ormai utopica. In questa giornata, che si avvicina al solstizio d’estate, si intrecciano le date di nascita di due, a parer mio, rivoluzionari. Il primo, Ernesto Guevara, argentino, soprannominato «Che», legato indissolubilmente alla Rivoluzione Cubana guidata dall’amico e compagno Fidel Castro. Il secondo, Francesco Guccini, nato pochi giorni prima dello scoppio della II° Guerra Mondiale. Emiliano, rivoluzionario a suo modo, capace di entrare nelle coscienze di varie generazioni. Un cantautore, poeta, filosofo, scrittore, musicista e studioso, queste sono le prime qualità che risaltano. Non trascurabile sicuramente l’estrema capacità di ritrovarsi all’interno delle sue canzoni. Una composizione di parole rimate ed intrappolate in versi, cantate, come lui stesso definisce, «da una voce che non è voce», un riflesso articolato di momenti, sentimenti, politica e fatti. Sempre lontano dal...