L'intervista - Radio Uni Sassari
Gaetano Piras, uno dei fondatori di Radio Uni Sassari, ci racconta il progetto che mette al centro un gruppo di giovani e la passione per informazione e comunicazione.
Come e quando è nato il progetto? Ad opera di chi?
Radio Uni Sassari nasce a Marzo 2020, quando un gruppo di ragazzi provenienti da realtà diverse, sceglie di partecipare al bando ANG Inradio indetto dall’Agenzia Nazionale Giovani, grazie al contributo economico del fondo europeo Erasmus+ in compartecipazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento delle politiche giovanili. Il gruppo originale, fondatore del progetto, è composto da ragazzi che possiedono un background culturale e lavorativo vario, il quale va ad apportare un importante valore sociale al progetto, ovvero la diversità. Colgo l'occasione per citare gli altri miei colleghi che hanno lavorato tanto fin dal principio per la realizzazione del progetto: Stefano Dian, Andrea Lubrano, Francesco Urigo, Luigi Carossino, Carla Salaris, Francesca Arcai, Roberta Passaghe, Giacomo Dettori, Angelo Biancu. Tutti insieme abbiamo pensato di creare uno spazio a disposizione dei giovani in cui essi possano sentirsi liberi di esprimersi al meglio, un luogo dove poter dialogare e confrontarsi con altri giovani, in modo tale da poter creare dibattito su diverse tematiche di interesse alle politiche giovanili.
In cosa consiste il vostro progetto?
Il progetto consiste nella creazione di podcast digitali, elaborati secondo diversi format, come ad esempio le dirette che verranno mandate in live su twitch o su youtube, oppure i format costituiti dal solo audio, i quali verranno trasmessi su spotify o su altri siti multimediali. In ogni caso, tutti gli audio dei singoli podcast potranno essere scaricati e ascoltati offline.
Come si svilupperà?
Il progetto si svilupperà sulla base delle idee dei partecipanti, i quali avranno la massima libertà di espressione e di movimento all'interno della radio, mettendo a contatto gli speaker con personaggi di diversi ambiti, i quali verranno intervistati dai giovani. Un’altra cosa da sottolineare, è il fatto che abbiamo dato la totale libertà per quanto riguarda le registrazioni: ognuno potrà registrare quando vorrà senza avere dei giorni prestabiliti o obbligatori, pertanto le attività verranno autogestite sulla base di un calendario interno, il quale verrà compilato dagli stessi autori, sulla base delle loro esigenze e possibilità temporali.
Quale sarà la vostra sede operativa?
Il progetto per ora si sta svolgendo in Piazza Castello 11, presso lo studio di videomaker Stefano Dian, il quale ci ha dato un grosso contributo nella progettazione e nella realizzazione della parte tecnica, andando ad implementare la parte professionale dell’attività.
Quali sono i contenuti principali che andrete a trattare?
Come già accennato i contenuti saranno diversi e toccheranno diverse tematiche tra cui l’ attualità, le discriminazioni sociali, il dialogo giovanile, la musica, la psicologia, le arti grafiche e visive ecc., non vogliamo essere una radio monotematica, vogliamo creare il più possibile diversità in modo tale da offrire un palinsesto ricco e vario, ma sopratutto usufruibile da tutti.
.Perché avete scelto proprio la radio come mezzo di comunicazione?
Abbiamo scelto la radio digitale, la quale si differenzia da quella classica dal tipo di comunicazione ed interazione, la quale va a rappresentare un a nuova forma di mezzo di comunicazione , diciamo una radio 3.0 che arriva diretta ai giovani. Ormai molte attività, dialoghi, dibatti e concetti vengono espressi tramite piattaforme quali youtube e twitch, pertanto abbiamo cercato di concentrare combinare due strumenti, quello della radio e quello di internet, in un unico mezzo in modo tale da raggiungere un numero maggiore di giovani.
I vantaggi sono diversi, penso ad esempio che il dialogo in live possa andare ad aumentare l’esperienza di fruizione di quel format, e sicuramente l’ascolto in offline permette una maggiore diffusione e praticità d’ascolto, pensiamo ad esempio la possibilità di ascoltare la radio tramite il proprio smartphone o computer, magari mentre si è alla fermata dell’autobus, durante un viaggio in treno o mentre si pratica attività sportiva o lavorativa.
Autore: Simone Giuliani

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