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Il Parco dei Petroglifi - Cheremule (SS)

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Tra le nostre missioni c'è quella di valorizzare il territorio. Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare un breve documentario sull'area archeologica di Museddu e in particolare sul Parco dei Petroglifi a Cheremule. Abbiamo lavorato durante i mesi della pandemia, realizzando immagini dell'area e cercando di ricostruire graficamente i disegni dei petroglifi utilizzando anche lo straordinario lavoro già eseguito per la stampa del libro "Uomo e paesaggio nella valle di Cheremule'' a cura di Pina Maria Derudas.  Un ringraziamento doveroso va alla Prof.ssa Maria Grazia Melis, docente di Paletnologia, Preistoria e Tecnologia della produzione ceramica presso l'Università degli Studi di Sassari che con passione, esperienza, e dedizione ci ha guidato in questa bellissima esperienza. È sua anche la voce narrante del breve documentario.  Il video è stato pubblicato su tutti i nostri canali social e lo trovate ai seguenti link: Facebook: https://www.facebook.com...

L'intervista - Radio Uni Sassari

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Gaetano Piras, uno dei fondatori di Radio Uni Sassari,  ci racconta il progetto che mette al centro un gruppo di giovani e la passione per informazione e comunicazione. Come e quando è nato il progetto? Ad opera di chi? Radio Uni Sassari nasce a Marzo 2020, quando un gruppo di ragazzi provenienti da realtà diverse, sceglie di partecipare al bando ANG Inradio indetto dall’Agenzia Nazionale Giovani, grazie al contributo economico del fondo europeo Erasmus+ in compartecipazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento delle politiche giovanili. Il gruppo originale, fondatore del progetto, è composto da ragazzi che possiedono un background culturale e lavorativo vario, il quale va ad apportare un importante valore sociale al progetto, ovvero la diversità. Colgo l'occasione per citare gli altri miei colleghi che hanno lavorato tanto fin dal principio per la realizzazione del progetto:  Stefano Dian, Andrea Lubrano, Francesco Urigo, Luigi Carossino, Carla Sal...

La parola ai lettori: esperienze nei piccoli centri.

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Studiavo a Sassari, la seconda città in Sardegna per numero di abitanti. Una città che conta il doppio degli abitanti di Olbia, mia città natale, in cui ho sempre vissuto finché non mi sono allontanato per motivi di studio. Credevo fosse il centro del mondo, Olbia! Una convinzione figlia di quella mentalità campanilistica che, un po per folklore e un po perché definisce il senso di appartenenza di ciascuno, ci si porta dentro e ci segna per la vita. Sono tanti gli studenti che ho incontrato in quei tre anni a Sassari, conosciuti perlopiù tra feste universitarie, gruppi di studio, eventi sportivi organizzati dalle associazioni. Tutti sardi sia chiaro, ma tanti erano di paesi che avevo sentito soltanto nominare senza esserci mai stato e altrettanti erano quelli che provenivano da paesi di cui non sapevo l’esistenza. Quando ci si riuniva per trascorrere del tempo insieme, dal gruppo dei colleghi alla squadra del torneo di calcio, si contavano sempre una decina di persone e nella maggior p...

80 anni del Maestrone.

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Il 14 giugno è una data importante soprattuto per coloro che incalzano i valori tipici di una sinistra ormai utopica. In questa giornata, che si avvicina al solstizio d’estate, si intrecciano le date di nascita di due, a parer mio, rivoluzionari. Il primo, Ernesto Guevara, argentino, soprannominato «Che», legato indissolubilmente alla Rivoluzione Cubana guidata dall’amico e compagno Fidel Castro. Il secondo, Francesco Guccini, nato pochi giorni prima dello scoppio della II° Guerra Mondiale. Emiliano, rivoluzionario a suo modo, capace di entrare nelle coscienze di varie generazioni. Un cantautore, poeta, filosofo, scrittore, musicista e studioso, queste sono le prime qualità che risaltano. Non trascurabile sicuramente l’estrema capacità di ritrovarsi all’interno delle sue canzoni. Una composizione di parole rimate ed intrappolate in versi, cantate, come lui stesso definisce, «da una voce che non è voce», un riflesso articolato di momenti, sentimenti, politica e fatti. Sempre lontano dal...

L'intervista - Unidos, con la voce e con il cuore

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Unidos, con la voce e con il cuore è un progetto che testimonia, ancora una volta, il grande cuore dei sardi. Il mondo della musica e dello spettacolo è uno di quelli che certamente rischia di accusare più duramente le conseguenze dello stop causato dal Covid19. Nonostante questo, gli artisti coinvolti in questo progetto non si sono tirati indietro e sono pronti a dare un aiuto concreto collaborando al progetto. L'intento è quello di dar vita ad una raccolta fondi.  Alessio Paddeu, direttore artistico di Unidos , ci racconta come è nata l'idea per questo progetto e quali sono gli obiettivi: Il nostro progetto è nato in piena fase due, esattamente l'8 maggio, di notte. L'idea è venuta a me e ad Alvin Solinas, Produttore Esecutivo di Unidos. Si tratta di un progetto benefico volto a raccogliere fondi per le associazioni onlus, ospedali, ricerche sanitarie e privati. Siamo pronti ad intervenire laddove possa esserci bisogno di una raccolta fondi. Troppo spesso la categori...

L'intervista - Chentannos

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La nostra isola ha un fascino misterioso, è ricca di storie da raccontare. Laura Mele è una ragazza barbaricina classe 1987. Dal 2017 porta avanti il progetto "Chentannos": coniugando l'amore per la sua terra e la passione per la fotografia riesce a raccontare la Sardegna attraverso i volti, le storie, i racconti degli anziani. Il progetto "Chentannos " è depositato alla SIAE ed è un marchio registrato all’Ufficio Marchi e Brevetti. Laura, come è nata l'idea per il tuo progetto? Fin da bambina ho sempre adorato conversare con gli anziani, adoravo e adoro tutt'ora ascoltare vecchie storie. Nel 2013 ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia e a partire dal 2017 ho iniziato a mettere in pratica ciò che per anni era stata solo un’idea nella mia testa. Non avrei mai pensato che un giorno sarei riuscita a concretizzare tutto questo. E così nasce Chentannos. In cosa consiste il progetto? Chentannos è un progetto video-fotografico e letterar...

Cheremule e i suoi nuraghi

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Nell'ultima parte del II millennio a.C. nell'Età del Bronzo, si sviluppò nell'isola della Sardegna un particolare tipo di struttura chiamata oggi nuraghe. Si distinguono tra protonuraghi, o nuraghi a corridoio, e i più numerosi nuraghi a tholos, a tronco di cono con all’interno camere circolari, nicchie, silos. Le mura arrivano anche a 4 metri di larghezza, e possono raggiungere un’altezza di oltre 20 metri. Oggi ne rimangono in piedi circa settemila, sparsi su tutta l'isola ma si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore. Nel territorio di Cheremule sono presenti numerosi nuraghi, ognuno chiamato in modo diverso in base alla zona in cui si trova o alle sue caratteristiche. Troviamo: - Nuraghe Majore - Nuraghe Mattarigotza - Nuraghe Baddilciu - Nuraghe Cunzadu - Nuraghe Marturiu - Nuraghe Monte/Coronedda - Nuraghe Rocca Manna - Nuraghe Sunsa - Nuraghe Tippiri - Nuraghe Fenestras Oggi solo tre sono ancora integri, Nuraghe Majore, Mattarigotza e Baddilciu. Il ...

Non dimentichiamoci dei piccoli centri.

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Quali sono i segni che il coronavirus ha lasciato nei nostri piccoli centri e quali sono le prospettive per la ripartenza?  Con l'inizio della tanto attesa fase 2 è lecito e doveroso porsi queste domande. I meccanismi di vita all'interno delle città dopo il blocco totale, la ripartenza economica e la gestione attenta dell'emergenza nelle metropoli sono temi sempre sotto la lente d'ingrandimento dei media. Raramente si sente parlare di realtà diverse, realtà più piccole che spesso vengono dimenticate, come se gli effetti del covid non gravassero su un paesino di 400 abitanti. Certamente bisogna considerare che, soprattutto per quanto riguarda la Sardegna, la situazione legata all'emergenza non è minimamente paragonabile, per mille motivi, a ciò che è stato vissuto nel nord Italia dove decine di città sono state messe in ginocchio dal virus.  I DPCM di queste settimane ovviamente sono stati pensati su misura nazionale ma le ripercussioni dovute a questi, in particolar...

L'intervista - Silvio Quarantotto

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Silvio Quarantotto, musicista nato e cresciuto a Trieste, si racconta a Musicheremule: il suo legame con la Sardegna, la passione per la scrittura e i suoi progetti futuri sono il cuore della nostra chiacchierata.  Silvio è l'autore de " Il numero fatale",  racconto che fa parte della collana " I Take Away " delle " Edizioni Il Vento Antico " e che sarà disponibile dal prossimo 22 Maggio su tutti i principali store online.  La pubblicazione del racconto arriva in un momento particolare: la pandemia globale ha inevitabilmente scosso anche il mondo della cultura che rischia di pagare a caro prezzo il blocco totale causato dal Covid19.    Partiamo dal racconto, cosa narra e come ti è venuta l’idea per questo scritto? Come sai, Simone, oltre a musicista sono anche archeologo e in questa storia ho tentato  di riportare alla vita e far parlare alcuni reperti con i quali sono entrato in contatto dalle mie parti, vicino a Trieste. Mi sono basato su un pass...

Ambassadors4Culture: il progetto Musicheremule

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Lo scorso mese l' Agenzia Nazionale Giovani - ANG ha approvato il nostro progetto di solidarietà # Ambassadors4Culture . Il progetto - ideato dall'Associazione ALaUniss - Associazione Laureati Università di Sassari - nei prossimi mesi coinvolgerà giovani laureati Uniss dei paesi di Bonorva ( Consulta Giovanile Bonorva ), Pozzomaggiore ( Ambassadors 4 Culture - Pozzomaggiore ) e Cheremule ( Musicheremule ). Obiettivo del progetto sarà quello di di riportare all’interno dei propri paesi d’origine le conoscenze e le competenze apprese durante il percorso universitario per la realizzazione di attività incentrate sulla rivalutazione delle tradizioni e del patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico dei centri coinvolti.