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Il Parco dei Petroglifi - Cheremule (SS)

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Tra le nostre missioni c'è quella di valorizzare il territorio. Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare un breve documentario sull'area archeologica di Museddu e in particolare sul Parco dei Petroglifi a Cheremule. Abbiamo lavorato durante i mesi della pandemia, realizzando immagini dell'area e cercando di ricostruire graficamente i disegni dei petroglifi utilizzando anche lo straordinario lavoro già eseguito per la stampa del libro "Uomo e paesaggio nella valle di Cheremule'' a cura di Pina Maria Derudas.  Un ringraziamento doveroso va alla Prof.ssa Maria Grazia Melis, docente di Paletnologia, Preistoria e Tecnologia della produzione ceramica presso l'Università degli Studi di Sassari che con passione, esperienza, e dedizione ci ha guidato in questa bellissima esperienza. È sua anche la voce narrante del breve documentario.  Il video è stato pubblicato su tutti i nostri canali social e lo trovate ai seguenti link: Facebook: https://www.facebook.com...

La parola ai lettori: esperienze nei piccoli centri.

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Studiavo a Sassari, la seconda città in Sardegna per numero di abitanti. Una città che conta il doppio degli abitanti di Olbia, mia città natale, in cui ho sempre vissuto finché non mi sono allontanato per motivi di studio. Credevo fosse il centro del mondo, Olbia! Una convinzione figlia di quella mentalità campanilistica che, un po per folklore e un po perché definisce il senso di appartenenza di ciascuno, ci si porta dentro e ci segna per la vita. Sono tanti gli studenti che ho incontrato in quei tre anni a Sassari, conosciuti perlopiù tra feste universitarie, gruppi di studio, eventi sportivi organizzati dalle associazioni. Tutti sardi sia chiaro, ma tanti erano di paesi che avevo sentito soltanto nominare senza esserci mai stato e altrettanti erano quelli che provenivano da paesi di cui non sapevo l’esistenza. Quando ci si riuniva per trascorrere del tempo insieme, dal gruppo dei colleghi alla squadra del torneo di calcio, si contavano sempre una decina di persone e nella maggior p...

La confraternita di Santa Croce a Cheremule.

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Questo è il racconto di una realtà intrisa di tradizione e fede. La confraternita di Santa Croce a Cheremule rappresenta un vero e proprio pezzo di storia di questa comunità. Passeggiando per le vie del centro storico è impossibile non lasciarsi incantare dal fascino misterioso della piccola chiesetta che è sede, appunto, dell'omonima confraternita.  Dopo un periodo di inattività, nel 1995 alcuni abitanti del luogo decidono che i tempi sono maturi per riprendere ciò che per troppo tempo era stato lasciato in sospeso. Da quel lontano 1995 di tempo ne è passato ma la Confraternita, tra alti e bassi, non ha più accusato battute d'arresto.  La Confraternita è attiva nella vita religiosa del paese e partecipa a tutte le processioni che avvengono durante l'anno ma il compito principale di uomini e donne devoti al culto della Santa Croce, come indicato sullo Statuto ufficiale, è quello di preservare, salvaguardare e tramandare le funzioni, i riti e le paraliturgie della Settimana ...

Cheremule e i suoi nuraghi

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Nell'ultima parte del II millennio a.C. nell'Età del Bronzo, si sviluppò nell'isola della Sardegna un particolare tipo di struttura chiamata oggi nuraghe. Si distinguono tra protonuraghi, o nuraghi a corridoio, e i più numerosi nuraghi a tholos, a tronco di cono con all’interno camere circolari, nicchie, silos. Le mura arrivano anche a 4 metri di larghezza, e possono raggiungere un’altezza di oltre 20 metri. Oggi ne rimangono in piedi circa settemila, sparsi su tutta l'isola ma si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore. Nel territorio di Cheremule sono presenti numerosi nuraghi, ognuno chiamato in modo diverso in base alla zona in cui si trova o alle sue caratteristiche. Troviamo: - Nuraghe Majore - Nuraghe Mattarigotza - Nuraghe Baddilciu - Nuraghe Cunzadu - Nuraghe Marturiu - Nuraghe Monte/Coronedda - Nuraghe Rocca Manna - Nuraghe Sunsa - Nuraghe Tippiri - Nuraghe Fenestras Oggi solo tre sono ancora integri, Nuraghe Majore, Mattarigotza e Baddilciu. Il ...

Il parco dei Petroglifi di Cheremule

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Il Parco dei Petroglifi si estende in una vasta zona di Museddu, Tennero e Mattarigotza dove in totale sono state censite 37 tombe ipogeiche, chiamate domus de janas ( 18 Museddu, 10 Tennero, 8 Mattarigotza ).  Le domus del Parco risalgono al Neolitico recente, sono tombe scavate nella roccia dove all'interno sono presenti numerose decorazioni che rimandano alla struttura delle abitazioni di quel periodo, e raffigurazioni simboliche che rappresentano animali e figure antropomorfe. Nelle tre necropoli del Parco sono presenti delle tombe monumentali ricche di elementi importanti: n ella necropoli di Museddu troviamo la Tomba XVI, chiamata "Sa presone" dove all'interno del secondo vano sono evidenti le profonde trasformazioni per i riutilizzi in età romana, e la Tomba I, chiamata "Tomba della cava" riutilizzata in epoca vandalica/bizantina come cappella funeraria per la presenza di un loculo e incisioni antropomorfe che rappresentano rito funebre; Nella necropo...

Non dimentichiamoci dei piccoli centri.

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Quali sono i segni che il coronavirus ha lasciato nei nostri piccoli centri e quali sono le prospettive per la ripartenza?  Con l'inizio della tanto attesa fase 2 è lecito e doveroso porsi queste domande. I meccanismi di vita all'interno delle città dopo il blocco totale, la ripartenza economica e la gestione attenta dell'emergenza nelle metropoli sono temi sempre sotto la lente d'ingrandimento dei media. Raramente si sente parlare di realtà diverse, realtà più piccole che spesso vengono dimenticate, come se gli effetti del covid non gravassero su un paesino di 400 abitanti. Certamente bisogna considerare che, soprattutto per quanto riguarda la Sardegna, la situazione legata all'emergenza non è minimamente paragonabile, per mille motivi, a ciò che è stato vissuto nel nord Italia dove decine di città sono state messe in ginocchio dal virus.  I DPCM di queste settimane ovviamente sono stati pensati su misura nazionale ma le ripercussioni dovute a questi, in particolar...