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L'intervista - Radio Uni Sassari

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Gaetano Piras, uno dei fondatori di Radio Uni Sassari,  ci racconta il progetto che mette al centro un gruppo di giovani e la passione per informazione e comunicazione. Come e quando è nato il progetto? Ad opera di chi? Radio Uni Sassari nasce a Marzo 2020, quando un gruppo di ragazzi provenienti da realtà diverse, sceglie di partecipare al bando ANG Inradio indetto dall’Agenzia Nazionale Giovani, grazie al contributo economico del fondo europeo Erasmus+ in compartecipazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento delle politiche giovanili. Il gruppo originale, fondatore del progetto, è composto da ragazzi che possiedono un background culturale e lavorativo vario, il quale va ad apportare un importante valore sociale al progetto, ovvero la diversità. Colgo l'occasione per citare gli altri miei colleghi che hanno lavorato tanto fin dal principio per la realizzazione del progetto:  Stefano Dian, Andrea Lubrano, Francesco Urigo, Luigi Carossino, Carla Sal...

La confraternita di Santa Croce a Cheremule.

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Questo è il racconto di una realtà intrisa di tradizione e fede. La confraternita di Santa Croce a Cheremule rappresenta un vero e proprio pezzo di storia di questa comunità. Passeggiando per le vie del centro storico è impossibile non lasciarsi incantare dal fascino misterioso della piccola chiesetta che è sede, appunto, dell'omonima confraternita.  Dopo un periodo di inattività, nel 1995 alcuni abitanti del luogo decidono che i tempi sono maturi per riprendere ciò che per troppo tempo era stato lasciato in sospeso. Da quel lontano 1995 di tempo ne è passato ma la Confraternita, tra alti e bassi, non ha più accusato battute d'arresto.  La Confraternita è attiva nella vita religiosa del paese e partecipa a tutte le processioni che avvengono durante l'anno ma il compito principale di uomini e donne devoti al culto della Santa Croce, come indicato sullo Statuto ufficiale, è quello di preservare, salvaguardare e tramandare le funzioni, i riti e le paraliturgie della Settimana ...

L’intervista - Degheottennes

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Come e quando è nato Degheottennes? Degheottennes nasce a Novembre 2019 da una chiacchierata tra Martina Careddu ed Ettore Farris, i due fondatori. E’ seriamente un progetto nato per gioco che però ha iniziato a prendere piede passo dopo passo. Alla fine abbiamo finito per crederci davvero ed eccoci qui! Chi porta avanti il progetto? La redazione è composta dai due fondatori, per il momento. Abbiamo deciso di iniziare questo progetto chiacchierando, quasi per gioco, e diciamo che lo stiamo portando avanti molto bene, anche se il tempo e le risorse son quelli che sono. Di cosa si tratta nello specifico? E’ un progetto che mira a divulgare più notizie possibili riguardo la Sardegna, dalla storia alla cultura pop. Ci siamo resi conto che è difficile (se non addirittura impossibile) reperire informazioni accurate e di facile lettura sulla nostra storia, ragion per cui abbiamo deciso di creare una piattaforma in cui radunare più informazioni possibili, che vanno dalle piccole curiosità ai f...

L'intervista - Unidos, con la voce e con il cuore

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Unidos, con la voce e con il cuore è un progetto che testimonia, ancora una volta, il grande cuore dei sardi. Il mondo della musica e dello spettacolo è uno di quelli che certamente rischia di accusare più duramente le conseguenze dello stop causato dal Covid19. Nonostante questo, gli artisti coinvolti in questo progetto non si sono tirati indietro e sono pronti a dare un aiuto concreto collaborando al progetto. L'intento è quello di dar vita ad una raccolta fondi.  Alessio Paddeu, direttore artistico di Unidos , ci racconta come è nata l'idea per questo progetto e quali sono gli obiettivi: Il nostro progetto è nato in piena fase due, esattamente l'8 maggio, di notte. L'idea è venuta a me e ad Alvin Solinas, Produttore Esecutivo di Unidos. Si tratta di un progetto benefico volto a raccogliere fondi per le associazioni onlus, ospedali, ricerche sanitarie e privati. Siamo pronti ad intervenire laddove possa esserci bisogno di una raccolta fondi. Troppo spesso la categori...

L'intervista - Chentannos

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La nostra isola ha un fascino misterioso, è ricca di storie da raccontare. Laura Mele è una ragazza barbaricina classe 1987. Dal 2017 porta avanti il progetto "Chentannos": coniugando l'amore per la sua terra e la passione per la fotografia riesce a raccontare la Sardegna attraverso i volti, le storie, i racconti degli anziani. Il progetto "Chentannos " è depositato alla SIAE ed è un marchio registrato all’Ufficio Marchi e Brevetti. Laura, come è nata l'idea per il tuo progetto? Fin da bambina ho sempre adorato conversare con gli anziani, adoravo e adoro tutt'ora ascoltare vecchie storie. Nel 2013 ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia e a partire dal 2017 ho iniziato a mettere in pratica ciò che per anni era stata solo un’idea nella mia testa. Non avrei mai pensato che un giorno sarei riuscita a concretizzare tutto questo. E così nasce Chentannos. In cosa consiste il progetto? Chentannos è un progetto video-fotografico e letterar...

Cheremule e i suoi nuraghi

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Nell'ultima parte del II millennio a.C. nell'Età del Bronzo, si sviluppò nell'isola della Sardegna un particolare tipo di struttura chiamata oggi nuraghe. Si distinguono tra protonuraghi, o nuraghi a corridoio, e i più numerosi nuraghi a tholos, a tronco di cono con all’interno camere circolari, nicchie, silos. Le mura arrivano anche a 4 metri di larghezza, e possono raggiungere un’altezza di oltre 20 metri. Oggi ne rimangono in piedi circa settemila, sparsi su tutta l'isola ma si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore. Nel territorio di Cheremule sono presenti numerosi nuraghi, ognuno chiamato in modo diverso in base alla zona in cui si trova o alle sue caratteristiche. Troviamo: - Nuraghe Majore - Nuraghe Mattarigotza - Nuraghe Baddilciu - Nuraghe Cunzadu - Nuraghe Marturiu - Nuraghe Monte/Coronedda - Nuraghe Rocca Manna - Nuraghe Sunsa - Nuraghe Tippiri - Nuraghe Fenestras Oggi solo tre sono ancora integri, Nuraghe Majore, Mattarigotza e Baddilciu. Il ...

Il parco dei Petroglifi di Cheremule

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Il Parco dei Petroglifi si estende in una vasta zona di Museddu, Tennero e Mattarigotza dove in totale sono state censite 37 tombe ipogeiche, chiamate domus de janas ( 18 Museddu, 10 Tennero, 8 Mattarigotza ).  Le domus del Parco risalgono al Neolitico recente, sono tombe scavate nella roccia dove all'interno sono presenti numerose decorazioni che rimandano alla struttura delle abitazioni di quel periodo, e raffigurazioni simboliche che rappresentano animali e figure antropomorfe. Nelle tre necropoli del Parco sono presenti delle tombe monumentali ricche di elementi importanti: n ella necropoli di Museddu troviamo la Tomba XVI, chiamata "Sa presone" dove all'interno del secondo vano sono evidenti le profonde trasformazioni per i riutilizzi in età romana, e la Tomba I, chiamata "Tomba della cava" riutilizzata in epoca vandalica/bizantina come cappella funeraria per la presenza di un loculo e incisioni antropomorfe che rappresentano rito funebre; Nella necropo...

Non dimentichiamoci dei piccoli centri.

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Quali sono i segni che il coronavirus ha lasciato nei nostri piccoli centri e quali sono le prospettive per la ripartenza?  Con l'inizio della tanto attesa fase 2 è lecito e doveroso porsi queste domande. I meccanismi di vita all'interno delle città dopo il blocco totale, la ripartenza economica e la gestione attenta dell'emergenza nelle metropoli sono temi sempre sotto la lente d'ingrandimento dei media. Raramente si sente parlare di realtà diverse, realtà più piccole che spesso vengono dimenticate, come se gli effetti del covid non gravassero su un paesino di 400 abitanti. Certamente bisogna considerare che, soprattutto per quanto riguarda la Sardegna, la situazione legata all'emergenza non è minimamente paragonabile, per mille motivi, a ciò che è stato vissuto nel nord Italia dove decine di città sono state messe in ginocchio dal virus.  I DPCM di queste settimane ovviamente sono stati pensati su misura nazionale ma le ripercussioni dovute a questi, in particolar...