Cheremule e i suoi nuraghi

Nell'ultima parte del II millennio a.C. nell'Età del Bronzo, si sviluppò nell'isola della Sardegna un particolare tipo di struttura chiamata oggi nuraghe. Si distinguono tra protonuraghi, o nuraghi a corridoio, e i più numerosi nuraghi a tholos, a tronco di cono con all’interno camere circolari, nicchie, silos. Le mura arrivano anche a 4 metri di larghezza, e possono raggiungere un’altezza di oltre 20 metri.
Oggi ne rimangono in piedi circa settemila, sparsi su tutta l'isola ma si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore.
Nel territorio di Cheremule sono presenti numerosi nuraghi, ognuno chiamato in modo diverso in base alla zona in cui si trova o alle sue caratteristiche.
Troviamo:
- Nuraghe Majore
- Nuraghe Mattarigotza
- Nuraghe Baddilciu
- Nuraghe Cunzadu
- Nuraghe Marturiu
- Nuraghe Monte/Coronedda
- Nuraghe Rocca Manna
- Nuraghe Sunsa
- Nuraghe Tippiri
- Nuraghe Fenestras

Oggi solo tre sono ancora integri, Nuraghe Majore, Mattarigotza e Baddilciu.
Il Majore è un nuraghe monotorre a pianta canonica, costruito su di uno sperone roccioso. Osservandolo dal basso si rimane sbalorditi dalla perfezione della tecnica costruttiva: filari paralleli e concentrici di trachite rossa che si innalzano fino a raggiungere l’altezza di circa 10 metri rispetto al breve andito che conduce alla camera circolare del piano terra. Quest'ultima è ben conservata e presenta tre nicchie, una di fronte all'andito, una a destra e una a sinistra. Dalla nicchia di destra della camera al piano terra si diparte infatti una seconda scala con ampi gradoni che conduce un altro ambiente munito di una piccola finestrella da cui si può ispezionare la zona senza essere visti.
Il Mattarigotza è un nuraghe quadrilobato, formato da quattro torri, di notevole mole che conserva parzialmente, nella parte alta della torre principale, il paramento bicromo con un corso di blocchi in basalto che si alterna a blocchi di calcare.
Il Baddilciu è un nuraghe monotorre, con garitta e scale che si dipartono dall'andito, e tre nicchie della camera centrale ove si notano a metà altezza numerosi fori disposti per accogliere le travi di un supporto ligneo.
Una leggenda narra che all'interno del Nuraghe Marturiu sia stata ritrovata un'enorme statua di un vitello ricoperta d'oro, ma fonti più attendibili affermano che nel 1894 un contadino, Bachisio Mannoni, ritrovò una statuetta in bronzo alta 9,6 centimetri con testa nuda, viso ovale, una breve tunica stretta al corpo e all'altezza della vita un pugnaletto sostenuto in posizione orizzontale da un cordone.

Fonti:
A. Sanciu, Cheremule (Sassari). Censimento archeologico, in Bollettino di Archeologia 19-21, 1993 (1996), pp.220-224
https://www.nuraghi.com/

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