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Il Parco dei Petroglifi - Cheremule (SS)

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Tra le nostre missioni c'è quella di valorizzare il territorio. Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare un breve documentario sull'area archeologica di Museddu e in particolare sul Parco dei Petroglifi a Cheremule. Abbiamo lavorato durante i mesi della pandemia, realizzando immagini dell'area e cercando di ricostruire graficamente i disegni dei petroglifi utilizzando anche lo straordinario lavoro già eseguito per la stampa del libro "Uomo e paesaggio nella valle di Cheremule'' a cura di Pina Maria Derudas.  Un ringraziamento doveroso va alla Prof.ssa Maria Grazia Melis, docente di Paletnologia, Preistoria e Tecnologia della produzione ceramica presso l'Università degli Studi di Sassari che con passione, esperienza, e dedizione ci ha guidato in questa bellissima esperienza. È sua anche la voce narrante del breve documentario.  Il video è stato pubblicato su tutti i nostri canali social e lo trovate ai seguenti link: Facebook: https://www.facebook.com...

L'intervista - SardiniaSpopTourism

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Come e quando è nato il vostro progetto? SardinaSpopTourism nasce a Maggio 2020 , in pieno lockdown, durante una delle innumerevoli call su Zoom che hanno caratterizzato quel periodo. Ma solo in seguito ci siamo rese conto di quanto potesse diventare significativo questo progetto. Siamo Annalisa Loddo, Claudia Puligheddu, Claudia Licheri, Clelia Porcheddu, Nicoletta Galisai e Sabrina Tomasi , un gruppo di sei ragazze animate dalla voglia di costruire il nostro futuro in Sardegna. Dopo anni di esperienze formative e professionali in Italia e all’estero, il richiamo della nostra terra è stato troppo forte per essere ignorato.  Veniamo tutte da parti diverse della Sardegna: da Cagliari a Banari, passando per Gonnosfanàdiga, Abbasanta e Alghero. Ci siamo formate in diversi settori e abbiamo competenze multidisciplinari: Sviluppo Locale, Community Management, Relazioni Internazionali, Lingue Orientali, Cooperazione Internazionale, Tutela dei Diritti Umani e dei Beni Etno-Culturali, Mark...

L'intervista - Radio Uni Sassari

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Gaetano Piras, uno dei fondatori di Radio Uni Sassari,  ci racconta il progetto che mette al centro un gruppo di giovani e la passione per informazione e comunicazione. Come e quando è nato il progetto? Ad opera di chi? Radio Uni Sassari nasce a Marzo 2020, quando un gruppo di ragazzi provenienti da realtà diverse, sceglie di partecipare al bando ANG Inradio indetto dall’Agenzia Nazionale Giovani, grazie al contributo economico del fondo europeo Erasmus+ in compartecipazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento delle politiche giovanili. Il gruppo originale, fondatore del progetto, è composto da ragazzi che possiedono un background culturale e lavorativo vario, il quale va ad apportare un importante valore sociale al progetto, ovvero la diversità. Colgo l'occasione per citare gli altri miei colleghi che hanno lavorato tanto fin dal principio per la realizzazione del progetto:  Stefano Dian, Andrea Lubrano, Francesco Urigo, Luigi Carossino, Carla Sal...

La parola ai lettori: esperienze nei piccoli centri.

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Studiavo a Sassari, la seconda città in Sardegna per numero di abitanti. Una città che conta il doppio degli abitanti di Olbia, mia città natale, in cui ho sempre vissuto finché non mi sono allontanato per motivi di studio. Credevo fosse il centro del mondo, Olbia! Una convinzione figlia di quella mentalità campanilistica che, un po per folklore e un po perché definisce il senso di appartenenza di ciascuno, ci si porta dentro e ci segna per la vita. Sono tanti gli studenti che ho incontrato in quei tre anni a Sassari, conosciuti perlopiù tra feste universitarie, gruppi di studio, eventi sportivi organizzati dalle associazioni. Tutti sardi sia chiaro, ma tanti erano di paesi che avevo sentito soltanto nominare senza esserci mai stato e altrettanti erano quelli che provenivano da paesi di cui non sapevo l’esistenza. Quando ci si riuniva per trascorrere del tempo insieme, dal gruppo dei colleghi alla squadra del torneo di calcio, si contavano sempre una decina di persone e nella maggior p...

La confraternita di Santa Croce a Cheremule.

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Questo è il racconto di una realtà intrisa di tradizione e fede. La confraternita di Santa Croce a Cheremule rappresenta un vero e proprio pezzo di storia di questa comunità. Passeggiando per le vie del centro storico è impossibile non lasciarsi incantare dal fascino misterioso della piccola chiesetta che è sede, appunto, dell'omonima confraternita.  Dopo un periodo di inattività, nel 1995 alcuni abitanti del luogo decidono che i tempi sono maturi per riprendere ciò che per troppo tempo era stato lasciato in sospeso. Da quel lontano 1995 di tempo ne è passato ma la Confraternita, tra alti e bassi, non ha più accusato battute d'arresto.  La Confraternita è attiva nella vita religiosa del paese e partecipa a tutte le processioni che avvengono durante l'anno ma il compito principale di uomini e donne devoti al culto della Santa Croce, come indicato sullo Statuto ufficiale, è quello di preservare, salvaguardare e tramandare le funzioni, i riti e le paraliturgie della Settimana ...

L’intervista - Degheottennes

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Come e quando è nato Degheottennes? Degheottennes nasce a Novembre 2019 da una chiacchierata tra Martina Careddu ed Ettore Farris, i due fondatori. E’ seriamente un progetto nato per gioco che però ha iniziato a prendere piede passo dopo passo. Alla fine abbiamo finito per crederci davvero ed eccoci qui! Chi porta avanti il progetto? La redazione è composta dai due fondatori, per il momento. Abbiamo deciso di iniziare questo progetto chiacchierando, quasi per gioco, e diciamo che lo stiamo portando avanti molto bene, anche se il tempo e le risorse son quelli che sono. Di cosa si tratta nello specifico? E’ un progetto che mira a divulgare più notizie possibili riguardo la Sardegna, dalla storia alla cultura pop. Ci siamo resi conto che è difficile (se non addirittura impossibile) reperire informazioni accurate e di facile lettura sulla nostra storia, ragion per cui abbiamo deciso di creare una piattaforma in cui radunare più informazioni possibili, che vanno dalle piccole curiosità ai f...

80 anni del Maestrone.

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Il 14 giugno è una data importante soprattuto per coloro che incalzano i valori tipici di una sinistra ormai utopica. In questa giornata, che si avvicina al solstizio d’estate, si intrecciano le date di nascita di due, a parer mio, rivoluzionari. Il primo, Ernesto Guevara, argentino, soprannominato «Che», legato indissolubilmente alla Rivoluzione Cubana guidata dall’amico e compagno Fidel Castro. Il secondo, Francesco Guccini, nato pochi giorni prima dello scoppio della II° Guerra Mondiale. Emiliano, rivoluzionario a suo modo, capace di entrare nelle coscienze di varie generazioni. Un cantautore, poeta, filosofo, scrittore, musicista e studioso, queste sono le prime qualità che risaltano. Non trascurabile sicuramente l’estrema capacità di ritrovarsi all’interno delle sue canzoni. Una composizione di parole rimate ed intrappolate in versi, cantate, come lui stesso definisce, «da una voce che non è voce», un riflesso articolato di momenti, sentimenti, politica e fatti. Sempre lontano dal...

L'intervista - Unidos, con la voce e con il cuore

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Unidos, con la voce e con il cuore è un progetto che testimonia, ancora una volta, il grande cuore dei sardi. Il mondo della musica e dello spettacolo è uno di quelli che certamente rischia di accusare più duramente le conseguenze dello stop causato dal Covid19. Nonostante questo, gli artisti coinvolti in questo progetto non si sono tirati indietro e sono pronti a dare un aiuto concreto collaborando al progetto. L'intento è quello di dar vita ad una raccolta fondi.  Alessio Paddeu, direttore artistico di Unidos , ci racconta come è nata l'idea per questo progetto e quali sono gli obiettivi: Il nostro progetto è nato in piena fase due, esattamente l'8 maggio, di notte. L'idea è venuta a me e ad Alvin Solinas, Produttore Esecutivo di Unidos. Si tratta di un progetto benefico volto a raccogliere fondi per le associazioni onlus, ospedali, ricerche sanitarie e privati. Siamo pronti ad intervenire laddove possa esserci bisogno di una raccolta fondi. Troppo spesso la categori...

La formula vincente della Consulta giovanile di Bonorva

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Le Consulte giovanili in Sardegna rappresentano uno strumento importante per dare voce ai più giovani. A Bonorva, paese che si trova in provincia di Sassari, la Consulta giovanile è attiva dal 2016 e rappresenta uno dei modelli più solidi, nel campo dell'associazionismo giovanile, di tutta l'area del Meilogu. La formula vincente di questo gruppo di ragazzi si basa certamente su costanza, determinazione e passione per quello che portano avanti ormai da anni. Vanna Celeste Melas è una delle ragazze che fin dalla fondazione della Consulta si è impegnata con il resto del gruppo per la realizzazione di attività culturali e di valorizzazione del territorio. Attualmente Vanna ricopre la carica di Presidente dell'associazione e ha deciso di raccontare la sua esperienza a Musicheremule . Vanna, come e quando è nata la Consulta giovanile? La Consulta Giovanile di Bonorva è nata nell’estate del 2016: come gruppo informale ha lavorato fin dal settembre dello stesso anno, per poi uffici...

L'intervista - Chentannos

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La nostra isola ha un fascino misterioso, è ricca di storie da raccontare. Laura Mele è una ragazza barbaricina classe 1987. Dal 2017 porta avanti il progetto "Chentannos": coniugando l'amore per la sua terra e la passione per la fotografia riesce a raccontare la Sardegna attraverso i volti, le storie, i racconti degli anziani. Il progetto "Chentannos " è depositato alla SIAE ed è un marchio registrato all’Ufficio Marchi e Brevetti. Laura, come è nata l'idea per il tuo progetto? Fin da bambina ho sempre adorato conversare con gli anziani, adoravo e adoro tutt'ora ascoltare vecchie storie. Nel 2013 ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia e a partire dal 2017 ho iniziato a mettere in pratica ciò che per anni era stata solo un’idea nella mia testa. Non avrei mai pensato che un giorno sarei riuscita a concretizzare tutto questo. E così nasce Chentannos. In cosa consiste il progetto? Chentannos è un progetto video-fotografico e letterar...

Cheremule e i suoi nuraghi

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Nell'ultima parte del II millennio a.C. nell'Età del Bronzo, si sviluppò nell'isola della Sardegna un particolare tipo di struttura chiamata oggi nuraghe. Si distinguono tra protonuraghi, o nuraghi a corridoio, e i più numerosi nuraghi a tholos, a tronco di cono con all’interno camere circolari, nicchie, silos. Le mura arrivano anche a 4 metri di larghezza, e possono raggiungere un’altezza di oltre 20 metri. Oggi ne rimangono in piedi circa settemila, sparsi su tutta l'isola ma si ipotizza che in passato il loro numero fosse maggiore. Nel territorio di Cheremule sono presenti numerosi nuraghi, ognuno chiamato in modo diverso in base alla zona in cui si trova o alle sue caratteristiche. Troviamo: - Nuraghe Majore - Nuraghe Mattarigotza - Nuraghe Baddilciu - Nuraghe Cunzadu - Nuraghe Marturiu - Nuraghe Monte/Coronedda - Nuraghe Rocca Manna - Nuraghe Sunsa - Nuraghe Tippiri - Nuraghe Fenestras Oggi solo tre sono ancora integri, Nuraghe Majore, Mattarigotza e Baddilciu. Il ...

Il parco dei Petroglifi di Cheremule

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Il Parco dei Petroglifi si estende in una vasta zona di Museddu, Tennero e Mattarigotza dove in totale sono state censite 37 tombe ipogeiche, chiamate domus de janas ( 18 Museddu, 10 Tennero, 8 Mattarigotza ).  Le domus del Parco risalgono al Neolitico recente, sono tombe scavate nella roccia dove all'interno sono presenti numerose decorazioni che rimandano alla struttura delle abitazioni di quel periodo, e raffigurazioni simboliche che rappresentano animali e figure antropomorfe. Nelle tre necropoli del Parco sono presenti delle tombe monumentali ricche di elementi importanti: n ella necropoli di Museddu troviamo la Tomba XVI, chiamata "Sa presone" dove all'interno del secondo vano sono evidenti le profonde trasformazioni per i riutilizzi in età romana, e la Tomba I, chiamata "Tomba della cava" riutilizzata in epoca vandalica/bizantina come cappella funeraria per la presenza di un loculo e incisioni antropomorfe che rappresentano rito funebre; Nella necropo...

Non dimentichiamoci dei piccoli centri.

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Quali sono i segni che il coronavirus ha lasciato nei nostri piccoli centri e quali sono le prospettive per la ripartenza?  Con l'inizio della tanto attesa fase 2 è lecito e doveroso porsi queste domande. I meccanismi di vita all'interno delle città dopo il blocco totale, la ripartenza economica e la gestione attenta dell'emergenza nelle metropoli sono temi sempre sotto la lente d'ingrandimento dei media. Raramente si sente parlare di realtà diverse, realtà più piccole che spesso vengono dimenticate, come se gli effetti del covid non gravassero su un paesino di 400 abitanti. Certamente bisogna considerare che, soprattutto per quanto riguarda la Sardegna, la situazione legata all'emergenza non è minimamente paragonabile, per mille motivi, a ciò che è stato vissuto nel nord Italia dove decine di città sono state messe in ginocchio dal virus.  I DPCM di queste settimane ovviamente sono stati pensati su misura nazionale ma le ripercussioni dovute a questi, in particolar...

L'intervista - Silvio Quarantotto

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Silvio Quarantotto, musicista nato e cresciuto a Trieste, si racconta a Musicheremule: il suo legame con la Sardegna, la passione per la scrittura e i suoi progetti futuri sono il cuore della nostra chiacchierata.  Silvio è l'autore de " Il numero fatale",  racconto che fa parte della collana " I Take Away " delle " Edizioni Il Vento Antico " e che sarà disponibile dal prossimo 22 Maggio su tutti i principali store online.  La pubblicazione del racconto arriva in un momento particolare: la pandemia globale ha inevitabilmente scosso anche il mondo della cultura che rischia di pagare a caro prezzo il blocco totale causato dal Covid19.    Partiamo dal racconto, cosa narra e come ti è venuta l’idea per questo scritto? Come sai, Simone, oltre a musicista sono anche archeologo e in questa storia ho tentato  di riportare alla vita e far parlare alcuni reperti con i quali sono entrato in contatto dalle mie parti, vicino a Trieste. Mi sono basato su un pass...